venerdì, 27 aprile 2007

Le foto di Alvaro


postato da: PennyLane25 alle ore 18:43 | link | commenti
categorie: alvaro

Non è possibile

Questo non è possibile.

E' morta nel pomeriggio, nel Policlinico Umberto I, Vanessa Russo, la ragazza romana di 23 anni ferita ieri pomeriggio da una donna che l'aveva colpita all'occhio sinistro con la punta di un ombrello mentre scendeva dalla metropolitana alla fermata Termini della linea B.

La vittima era stata aggredita da due donne proprio all'apertura delle porte del convoglio. Secondo il racconto fatto agli agenti del commissariato Viminale da alcuni testimoni, la giovane stava per scendere quando una delle due donne l'ha colpita con l'ombrello. Subito dopo le due sono fuggite, allontanandosi all'interno della stazione mentre la Vanessa Russo è stata soccorsa dal 118 e trasportata in ospedale.

Gli investigatori fin da ieri sera si sono messi alla ricerca delle responsabili dell'aggressione, con molta probabilità dell'est d'Europa. Da una prima ricostruzione, le due hanno infastidito durante il tragitto in metro la ragazza, ma i motivi restano da accertare. In particolare gli inquirenti devono stabilire se si sia trattato di un litigio per il posto a sedere o di un tentativo di furto.

Dopo la morte di Vanessa Russo, la procura di Roma ha avviato un'inchiesta per omicidio volontario e il pm Sergio Colaiocco ha disposto una serie di accertamenti.


postato da: PennyLane25 alle ore 18:33 | link | commenti (2)
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Sparatoria a milano - zona sarpi

Sparatoria a Milano... zona sarpi.,.. passare con il bus e vedere il corpo a terra. Ottimo... che bei momenti... mi sembra di essere a londra

postato da: PennyLane25 alle ore 18:08 | link | commenti
categorie: milano, londra

Mayday - San Precario

Mayday Mayday

1° maggio 007

Milano, Porta Ticinese - ore 15.00

http://www.euromayday.org

Ci rivolgiamo Ai precari e alle precarie, ai lavoratori e alle lavoratrici. Ai nativi ed ai migranti, uomini e donne. Ai contorsionisti della flessibilità, alle equilibriste del quotidiano. Ai cocoprecarizzati, alle interinali, alle false partite IVA, ai precari a tempo indeterminato e ai garantiti chissà fino a quando. Agli studenti, ai ricercatori, alle ricercatrici ed alle precarie della formazione e dell'informazione. A tutti/e quelli/e che cercano reddito e salario, a tutti/e coloro che pretendono diritti.

Let's Mayday

Per la settima volta la Milano precaria grida Mayday !

L'urlo che sette anni fa ha squarciato il silenzio imbarazzato dei media, e di ogni istituzione, di destra come di sinistra, che avvolgeva la questione precaria, si è trasformato oggi in una potente evocazione, in un riferimento unico, in una tappa imprescindibile della politica nazionale.

Ogni Mayday costituisce storia a sé, lo si sa, ma nell'arco del tempo il protagonismo dei precari e delle precarie si è fatto sempre più evidente assumendo una centralità che si è emancipata dall'intermediazione di sindacati, partiti e centri sociali. Nell'anno che ha ribadito l'inaffidabilità dei partiti “radicali” e lo smarrimento del movimento, precari e precarie hanno trovato modi e tempi per auto-organizzarsi nella rappresentazione di piazza e nell'evoluzione del percorso che unisce una Mayday all'altra.

La Mayday 007 parla di conflitto

 

Da sempre siamo convinti che la precarietà costituisca un elemento di crisi non solo nella società, ma anche nei movimenti sociali, politici e sindacali che cercano di attraversarla e cambiarla. E la Mayday ha dimostrato proprio questo. Chi vuole agire contro la precarietà non può non fare i conti con i meccanismi che la generano. La precarizzazione è un fenomeno complesso, un mix micidiale di atomizzazione, ricatto e consenso. Il crescente protagonismo dei precari è il frutto di un percorso che ha saputo, partendo dalla narrazione collettiva, generare un processo virtuoso che ha sostituito l'azione visibile, ma molte volte estemporanea, che ha preceduto molti primi maggio, in un'accumulazione continua di volontà, talenti e passioni che a loro volta hanno generato sempre maggiore partecipazione. La radicalità risiede nelle relazioni, si diceva due anni fa. La radicalità oggi, lo ribadiamo, sta nella capacità di tradurre le frustrazioni, l'isolamento e i ricatti che i precari vivono quotidianamente su un piano nuovo dove la delusione verso l'in/civiltà delle imprese si trasformi in complicità fra i precari e nel quale si sappia rinnovare il conflitto per fare fronte allo spiazzamento in cui la precarietà ci immerge.

La Mayday 007 parla di rivendicazioni

Pensiamo che la tutela del contratto a tempo indeterminato per chi vive una reale subordinazione siano ancora un riferimento importante per le rivendicazioni dei precari e delle precarie, ma siamo convinti che la struttura sociale, caratterizzata da questa forma di "stabilità", non possa più riprodursi oggi. La Mayday rivendica la generalizzazione dei diritti e invoca la continuità del reddito come elementi fondamentali per disarmare il ricatto permanente a cui precari e precarie sono sottoposti/e. Ma è importante fare almeno una precisazione: il governo del centro-sinistra è debole e non vuole cogliere le implicazioni di una diffusione a macchia d'olio della condizione di precarietà. I tavoli sugli ammortizzatori, sulle pensioni e sui nuovi diritti propongono un'articolazione complessa di "soluzioni" che si dirigono verso orizzonti che ci spaventano. La scelta di ammortizzare la precarietà anziché pensare a un insieme di misure, diritti, e tutele tali da rafforzare la posizione dei precari mostra un intendimento preciso: si vogliono tutelare i processi di precarizzazione - e quindi di profitto - attraverso i quali le aziende si stanno arricchendo, ammorbidendone tuttalpiù gli effetti più nefasti. Si vuole curare il sintomo senza preoccuparsi del male, sperando che il malato se ne dimentichi. La continuità del reddito invocata dalle decine di migliaia di partecipanti alle Mayday Parade di questi anni, può tradursi in un'opportunità, anziché in una ennesima catena, se consente ai precari di scegliere, di rifiutare i lavori peggiori, e quindi, implicitamente, di confliggere per migliorare le proprie condizioni. Ogni altra proposta definisce una traslazione della precarietà, ma non certo una diminuzione della sua intensità. Poco importa se siamo precari nella vita per i ricatti del mercato del lavoro o se lo siamo per i ricatti combinati di quest'ultimo e di un welfare che ci inchioda al dovere del lavoro a qualunque costo.

Dal conflitto al reddito passando per i cinque assi della precarietà

Sappiamo bene anche che la precarietà parte dal lavoro per permeare nel sociale ovvero nell'insieme di gesti, relazioni e scelte che ognuno di noi compie giorno per giorno, per necessità, per volontà, per sensibilità o per costrizione. In questo senso i cinque assi della precarietà rappresentano perfettamente l'orizzonte a cui guardare. La casa, oramai diritto proibito non solo per i precari, gli affetti, la formazione, l'accesso ai saperi e ad una mobilità libera, gratuita e compatibile con il nostro ambiente vitale, rimangono campi di intervento e conflitto fondamentali, che nelle diverse declinazioni incontrano ed attraversano da sempre la Mayday. Così come le tematiche dell'antiproibizionismo e dell'autoderminazione sulle quali il governo, che subisce l'offensiva clericale, si è dimostrato senza il carattere necessario per mantenere le promesse fatte. L'autoderminazione di sé, dei propri piaceri/desideri e la giusta pretesa di controllo sul proprio corpo sono istanze che non accettano inter/mediazione e vanno rivendicate attraverso la cospirazione dei soggetti.

La Mayday 007 parla di diritti, cittadinanza e nuove civiltà

Le campagne securitarie, i richiami all'ordine e alla legalità, la bossi-fini e i CPT costituiscono un perno fondamentale con cui si ricatta una parte importantissima del tessuto sociale: i migranti. Il vincolo tra lavoro e diritti di cittadinanza è una gravissima forma di barbarie e di ingiustizia che umilia ed esaspera le differenze, rendendo sempre più difficile la tanto millantata integrazione. I migranti oggi sono l'espressione più evidente di cosa significa precarietà di vita, e di come la fame di profitto delle imprese, bisognose di manodopera, non conosca limiti: il loro diritto al reddito, alla casa, alla salute, all'istruzione è, per legge, sotto il controllo delle imprese. E sempre attraverso la richiesta legalità, viene loro impedito di emanciparsi da questo giogo, come avviene in Lombardia per i proprietari del phone center, che dall'oggi al domani dovrebbero perdere la loro unica fonte di reddito e tornare alle ricerca di un contratto di lavoro. La precarietà non si esprime in maniera omogenea, ma è l'esercizio premeditato di diverse strategie che colpiscono le molteplici parti del corpo sociale dividendole e compartimentandole. Il neoliberismo ha bisogno dello scontro di civiltà. L'unico scontro che ci interessa è quello che contrappone due intendimenti differenti sul modo per costruire una società differente: la strada dei diritti o la via della legalità. Ognuno scelga ora senza ambiguità, la propria priorità; quale dei due termini costituisce la leva principale attraverso la quale muovere il proprio impegno e determinare le proprie visioni. Per noi resta chiaro che la legalità è sempre iniqua e che la conquista dei diritti sociali passa attraverso l'esercizio del conflitto. A Milano dove il disagio, la rabbia, l'esclusione crescono di giorno in giorno assumendo via via forme sempre più incontrollabili, l'amministrazione contrappone la pretesa che tutto ciò non sporchi o non occupi i marciapiedi del consumo o le strade dello shopping. Questa spudorata equiparazione ci è lontana nella maniera più assoluta. E' necessario affermare i diritti di cittadinanza, abolire i CPT, cancellare la Bossi-Fini e tutte le leggi discriminatorie.

La Mayday 007 parla d'Europa

Anche quest'anno la Mayday attraversa le città europee perché l'Europa è lo spazio pubblico da costruire come ambito sociale e conflittuale per superare la condizione precaria. L'Europa che ci immaginiamo è molto diversa da quella monetaria che l'ipocrisia del nuovo millennio ha partorito. All'interno di essa vogliamo proporre una nuova politica di welfare, che fissi criteri sociali uniformi per nativi e migranti, riduzione delle tipologie contrattuali atipiche, fissazione di un salario minimo orario che prescinda dalla condizione lavorativa e garanzia di continuità di reddito per tutti e tutte. L'EuroMayDay è oggi uno dei processi costituenti della nuova idea di Europa, radicale, libera sociale e sostenibile.


postato da: PennyLane25 alle ore 16:28 | link | commenti
categorie: mayday

Ambient Marketing- Roulette all'Aereoporto di Venezia

Aeroporto Marco Polo VeneziaChi viaggia tanto lo sa: il momento del ritiro bagagli in aeroporto è una fase psicologicamente molto delicata, tanto delicata quanto il decollo e l’atterraggio. E alzi il mouse chi non ha mai maledetto quell’attesa ammorbante – magari dopo ore di volo su un aereo low cost stipato come una sardina, sfatto, sudato e nervoso - o chi non si è mai fatto prendere dall’angoscia di non rivedere mai più l’amata valigia. Sono attimi concitati: un occhio al cellulare appena riacceso, uno all’orologio, uno al monitor degli aerei atterrati. Ma, l’assoluto protagonista del post volo è lui: il nastro trasportatore!

Nemico/amico del viaggiatore, le sue lucine, quando si accendono, ci fanno più felici di quelle dell’albero di natale…c’è speranza che di lì a breve si sloggi! Il suo moto rotatorio, poi, è pura allegoria filosofica: trasposizione meccanica del principio eracliteo del Panta rei, conferma della natura ciclica di ogni aspetto della vita, prova incontrovertibile del moto rotatorio del nostro pianeta…se è vero che la terra e il nastro girano, prima o poi la mia valigia deve passare di qua!!!

Se fosse un mestiere, di sicuro sarebbe un ipnotizzatore: dal momento in cui entra in funzione, i viaggiatori in attesa difficilmente gli staccano gli occhi di dosso. Numerosi sono stati gli studi psicologici che hanno tentato di spiegare questo fenomeno di attrazione visiva, ma gli interrogativi rimasti senza risposta inquietano ancora tutta la comunità scientifica…

Vabbè… interpretazioni fantasiose a parte, com’è come non è, il nastro trasportatore in aeroporto è essenzialmente sinonimo di attesa, di tempo morto, di noia. E perché non intrufolarsi in questo particolare momento di vita combinando le capacità ipnotiche dell’oggetto in questione con qualcosa di sorprendente e fuori dagli schemi?

Detto, fatto!

Intendiamoci, non che l’abbia fatto io, ma confesso che mi sarebbe davvero piaciuto! Anche perché l’iniziativa di ambient marketing ideata e realizzata da AdmCom - agenzia bolognese di comunicazione integrata - per il Casinò di Venezia è una delle più belle ed originali degli ultimi tempi.

L’idea – come sempre nelle campagne che funzionano davvero – è semplice, ma dall’impatto visivo straordinario: trasformare un nastro trasportatore bagagli dell’Aeroporto Marco Polo di Venezia in una gigantesca roulette, riprodotta fedelmente in tutti i suoi colori e sezioni. La pallina, anzi, le palline, naturalmente sono le valigie dei viaggiatori…e già si narra di turisti annoiati colti dalla febbre del gioco: “5 euro per il beautycase della nonna sul rosso”, “un pacchetto di gomme per la borsa di Mario sul 4” e così via, in un tourbillon di scommesse propedeutiche.

Eh sì, propedeutiche perché l’installazione e l’invito – Keep playing – che appare nella fascia superiore del nastro, sembrano essere rivolti principalmente alle orde di turisti – per lo più stranieri, per lo più con una certa propensione alla spesa - che ogni giorno affollano l’aeroporto dell’affascinante città dei dogi e che, fra un canale e l’altro, di solito un giretto al casinò lo fanno volentieri. Insomma: creatività, visibilità, efficacia…questa campagna sembra davvero averle tutte. L’AdmCom può esserne orgogliosa!

da Ninjamarketing


postato da: PennyLane25 alle ore 15:32 | link | commenti
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Let's have Sex

LONDRA, 24 APR - Altro che palestra: per mantenere il cuore sano e vivere piu' a lungo basta fare sesso, almeno per 30 minuti al giorno . E' lo spot della campagna pubblicitaria della British Heart Foundation che in poster ironici e provocatori vuole mostrare come anche semplici attivita' come lavare l'auto,fare giardinaggio o portare a spasso il cane- se praticate con costanza, almeno 30' al giorno- possono servire a prevenire le malattie cardiovascolari.

postato da: PennyLane25 alle ore 15:19 | link | commenti
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santa me

Domani è santa Valeria e è anche san Pietro Chanel... quindi è Santa Valeria Chanel !

postato da: PennyLane25 alle ore 11:19 | link | commenti
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Mare Mare Mareee

Si parte :) Questa sera mare ... mareee

postato da: PennyLane25 alle ore 10:10 | link | commenti (2)
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Rocco Torna

Qualcuno è arrivato sul mio blog cercando "chi sarà il mio erede amica chips".. Rocco eri tu vero? Rocco torna ! Roccooooo

postato da: PennyLane25 alle ore 09:15 | link | commenti
categorie: rocco
giovedì, 26 aprile 2007

Alvaro!!

Dopo mesi di sneezing ed appelli attraverso il sito www.manzoscomparso.com, numerosi banner e annunci stampa, arriva al dunque il lunghissimo teaser di Alvaro, il manzo scomparso.
Non conoscete la storia?
Alvaro è il manzo prediletto del fantomatico allevatore argentino Pedro Gomez. Il 27 dicembre 2005, Alvaro scompare dalla città Chacra di Cori, in Argentina, misteriosamente rapito dagli extraterrestri.

Pedro chiede aiuto al mondo intero per ritrovare il suo amato manzo, e gira alcuni video nei quali raccoglie degli appelli alla comunità e una ricostruzione davvero ben fatta della notte del rapimento di Alvaro.

Con il sostegno di molti amici, Gomez decide di aprire un sito per raccogliere tutto il materiale ed ogni indizio utile al ritrovamento di Alvaro: www.manzoscomparso.com. Da questo momento tutti ne parlano e la notizia si diffonde viralmente. In poco tempo il caso “Manzo scomparso” fa il giro del web.

Dov’è la verità del manzo scomparso? Dentro un vasetto di carne in scatola!

Ebbene si, dopo una lunga attesa è stato finalmente svelato il marchio dietro all’originale operazione di comunicazione alternativa: Simmenthal.

Insomma, per il pronto in scatola di Kraft, un efficace riposizionamento con l’obiettivo di indirizzarsi non più (solo) alle mamme salutiste, ma ad un target giovanile.

Davvero un ottimo progetto di comunicazione alternativa. Una campagna “simpatica” che ha coinvolto tantissimi bloggers e che, al contempo, ridà dignità pubblicitaria ai beni di consumo, con una comunicazione finalmente originale e fuori dagli schemi tradizionali.
 

da advblog.it


postato da: PennyLane25 alle ore 16:03 | link | commenti (4)
categorie: alvaro, viral marketing
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